Sono i presidi meno costosi di tutta la dotazione d’emergenza e quelli che più spesso mancano nel momento in cui servono. Coperta isotermica, ghiaccio istantaneo, gel riutilizzabile, medicazione per ustione: oggetti da pochi euro, acquistati una volta e poi dimenticati in fondo a un armadio finché qualcuno li cerca di corsa.
Questa guida mette in ordine che cosa fa davvero ciascuno di essi, chiarisce due errori d’uso molto diffusi — il verso della coperta isotermica e il ghiaccio applicato sulla cute nuda — e spiega come dimensionare la scorta. Per la composizione complessiva della dotazione di primo soccorso il riferimento resta l’articolo sugli attrezzi per il pronto soccorso.
Che cosa fa ciascun presidio
Vengono spesso trattati come un gruppo indistinto, e non lo sono: agiscono su meccanismi diversi e non si sostituiscono a vicenda.
| Presidio | Come agisce | Impiego tipico |
|---|---|---|
| Coperta isotermica | Riduce la dispersione di calore per irraggiamento | Prevenzione dell’ipotermia sul luogo dell’evento |
| Ghiaccio istantaneo | Reazione chimica che raffredda una volta attivata | Trauma contusivo, monouso |
| Gel caldo-freddo | Accumulo termico, si scalda o si raffredda | Uso ripetibile, ambulatorio e domicilio |
| Medicazione per ustione | Gel che sottrae calore e copre la lesione | Ustione: raffredda e protegge insieme |
| Coperta antifiamma | Soffoca la fiamma per interruzione dell’ossigeno | Principio d’incendio su persona o apparecchiatura |
La confusione più frequente riguarda le ultime due voci. La coperta antifiamma non è una variante della coperta isotermica: ha un materiale diverso, una funzione diversa e una collocazione diversa nella dotazione. Tenerle vicine in cassetta è ragionevole, scambiarle no.

La coperta isotermica e il verso giusto
È l’oggetto su cui circolano più indicazioni contraddittorie, e vale la pena essere precisi su che cosa fa e che cosa non fa. Non produce calore: riflette l’irraggiamento e riduce le perdite per evaporazione e convezione. Il calore deve venire dal paziente o da una fonte esterna.
Sul verso, la regola pratica corrente è che la superficie argentata vada rivolta verso il corpo quando l’obiettivo è conservare il calore della persona, e verso l’esterno quando l’obiettivo è schermare il calore ambientale. Molti modelli sono argentati su un lato e dorati sull’altro proprio per rendere la scelta immediata; altri sono metallizzati su entrambe le facce, e in quel caso il verso è indifferente. La prima cosa da fare è leggere che cosa indica il fabbricante sulla confezione, perché è l’unica fonte che riguarda quel prodotto specifico.
Due limiti che contano più del verso: la coperta va avvolta in modo da chiudere il più possibile gli spazi, perché l’aria che circola vanifica l’effetto; e non va messa su indumenti bagnati, perché sigillerebbe l’umidità contro la cute peggiorando la dispersione invece di ridurla.
Monouso o riutilizzabile
Per il freddo esistono due famiglie con logiche economiche opposte, e la scelta dipende da dove il presidio viene tenuto più che da quanto costa.
| Criterio | Ghiaccio istantaneo | Gel riutilizzabile |
|---|---|---|
| Attivazione | Si rompe la capsula interna | Richiede congelatore o acqua calda |
| Dipendenza da attrezzature | Nessuna | Serve un congelatore disponibile |
| Riutilizzo | No | Sì, molte volte |
| Scadenza | Presente: la reazione perde efficacia | Di fatto legata all’integrità della busta |
| Contesto | Borsa, campo, mezzo mobile | Ambulatorio, palestra, domicilio |
Il criterio pratico è la presenza di un congelatore. Dove c’è, il gel riutilizzabile è più economico e più ecologico; dove non c’è — una borsa da soccorso, un mezzo, un cantiere — il ghiaccio istantaneo è l’unica opzione che funziona, e la sua scadenza va messa nel giro dei controlli periodici insieme al resto del materiale sterile.

Ustioni: il presidio che fa due cose
Le medicazioni specifiche per ustione meritano una voce propria perché rispondono a due esigenze simultanee che gli altri presidi non coprono insieme: sottrarre calore dal tessuto e coprire la lesione senza aderirvi. Una garza asciutta copre ma non raffredda; una busta di ghiaccio raffredda ma non copre, e applicata direttamente su un’ustione può aggravare il danno.
Sono disponibili in formati diversi, dalle medicazioni piccole per lesioni localizzate ai teli di dimensioni maggiori. Il criterio di scelta è la superficie che si prevede di dover coprire, ed è il motivo per cui nelle dotazioni dei contesti a rischio — cucine, officine, laboratori — si tengono entrambi i formati.
Controlli e riassortimento
Su questa categoria la gestione conta più dell’acquisto, perché si tratta di materiale che si usa raramente e che quindi nessuno guarda finché non serve. Le dotazioni che funzionano hanno tutte la stessa caratteristica: qualcuno è responsabile del controllo, e il controllo avviene a date fisse invece che quando ci si ricorda.
Tre elementi meritano attenzione specifica. Il primo sono le date di scadenza dei prodotti ad attivazione chimica, che vanno verificate per lotto e non pezzo per pezzo. Il secondo è l’integrità delle confezioni: una busta di ghiaccio istantaneo forata o una coperta isotermica con l’involucro lacerato sono inutilizzabili anche se in corso di validità, e il danno si vede solo guardando. Il terzo è il reintegro dopo l’uso, che è il punto in cui le dotazioni si svuotano silenziosamente — un presidio usato e non sostituito lascia un buco che nessuno registra.
Conviene poi tenere conto di un fatto banale: questi materiali soffrono il caldo. Una cassetta lasciata d’estate in un veicolo o accanto a una fonte di calore invecchia molto più in fretta di quanto la data stampata lasci supporre, e la collocazione va scelta anche con questo criterio.
Confrontare due offerte: la griglia
Su articoli di basso prezzo il confronto si fa male, perché le confezioni non sono omogenee. Questi criteri lo riportano su basi comparabili.
| Criterio | Che cosa verificare | Perché pesa |
|---|---|---|
| Unità di prezzo | Pezzo o confezione multipla | Prima causa di confronti sbagliati |
| Misure | Dimensioni reali del telo o della busta | Determina che superficie si copre |
| Scadenza | Data garantita alla consegna | Sul ghiaccio istantaneo decide quanto se ne butta |
| Marcatura | Se il prodotto è dispositivo medico o DPI | Cambia il quadro documentale richiesto |
| Confezionamento | Singolo o sfuso | Il singolo resiste al trasporto in borsa |
| Accessori | Fodere in tessuto per le buste di gel | Evitano il contatto diretto con la cute |
Errori d’acquisto che si ripetono
Comprarne uno per completezza formale. Una coperta isotermica sola in una cassetta serve a superare un controllo, non a gestire un evento con più persone coinvolte.
Scegliere il gel dove non c’è un congelatore. È più economico sulla carta e inutilizzabile nella pratica: in borsa e sui mezzi serve il monouso ad attivazione immediata.
Dimenticare la scadenza del ghiaccio istantaneo. È un prodotto chimico e la reazione perde efficacia: va inserito nel giro dei controlli, non trattato come un oggetto inerte.
Confondere coperta antifiamma e coperta isotermica. Sono due presidi con funzioni opposte. Vanno etichettati in modo distinguibile a colpo d’occhio, perché il momento in cui si prendono non è il momento in cui si legge.
La dotazione per contesto
Cassetta aziendale. Il contenuto minimo è stabilito dalla normativa sul primo soccorso nei luoghi di lavoro e va verificato sul gruppo di appartenenza dell’azienda. La coperta isotermica e il ghiaccio istantaneo sono le due voci che più spesso risultano scadute al controllo.
Mezzo di soccorso. Nessuna dipendenza da attrezzature: tutto monouso, tutto ad attivazione immediata, tutto in confezione singola che regga vibrazioni e sbalzi di temperatura.
Ambulatorio e fisioterapia. Qui il gel riutilizzabile è la scelta naturale, perché l’uso è programmato e ripetuto: servono più buste, le fodere e un congelatore dedicato.
Contesti con rischio termico. Cucine professionali, officine, laboratori: le medicazioni per ustione nei due formati e la coperta antifiamma vanno collocate vicino al punto di rischio, non nell’armadio del primo soccorso.

Il quadro normativo di riferimento
Il contenuto minimo della cassetta di primo soccorso aziendale è fissato dal D.M. 388/2003 in attuazione del quadro definito dal D.Lgs. 81/2008, e varia secondo il gruppo in cui l’azienda ricade: è il riferimento da verificare prima di comporre la dotazione, e il Ministero della Salute mantiene la sezione sui dispositivi medici per la parte di competenza. Per gli aspetti di prevenzione nei luoghi di lavoro il riferimento tecnico è l’INAIL.
Caldo-freddo nel catalogo Medea
La sezione caldo-freddo per emergenza raccoglie i presidi termici, con le coperte in una sottosezione dedicata. Conviene guardarla insieme al reparto emergenza e medicazione, perché nella pratica questi articoli entrano nella stessa cassetta e vengono riassortiti nello stesso momento.
Per dimensionare la scorta sul numero di postazioni e sul gruppo di appartenenza dell’azienda, è possibile scrivere al nostro team tramite la pagina contatti.




